L'INCLUSIONE DEGLI ALUNNI

CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

 

 

E’ inclusiva una scuola che permette a tutti gli alunni,

tenendo conto delle loro diverse caratteristiche

sociali, biologiche e culturali, non solo di sentirsi

parte attiva del gruppo di appartenenza, ma anche

di raggiunger e il massimo livello

possibile in fatto di apprendimento.”

(Adattamento da Booth e Ainscow, 2008)

 

 

Risulta evidente che la semplice presenza degli

alunni diversabili o con DSA o in difficoltà nelle

nostre scuole non basta a

costruire una scuola inclusiva.

Occorre che l’azione educativa fornisca

risultati efficaci per TUTTI e per CIASCUNO.

L’esercizio del diritto allo studio non può

essere limitato dalla presenza di difficoltà, siano

esse riconducibili a diversità culturali, a disagi

familiari, a carenze linguistiche, a situazione

di scarsa motivazione e insufficiente impegno.

Per questo è dovere della Scuola evitare, per

quanto possibile, che queste diversità si

trasformino in difficoltà di apprendimento e

in problemi di comportamento, poiché ciò quasi sempre

prelude a fenomeni di insuccesso e di abbandono

scolastico e, conseguentemente, a disuguaglianze

sul piano sociale e civile; per raggiungere questo

obiettivo la scuola si pone in una dimensione di

accoglienza, di valorizzazione e di sostegno

attivando strategie adeguate sul

piano organizzativo, didattico e culturale.

Particolare rilievo, con l’approvazione della legge

provinciale n. 5 del 7 agosto 2006 assume, all’interno

della scuola, la promozione degli interventi per

favorire l’integrazione e l’inclusione

degli studenti con bisogni educativi speciali.

Accanto agli alunni certificati ai sensi della legge

n.104 del 1992, sono considerati alunni con bisogni

educativi speciali, gli alunni con disturbi specifici

dell’apprendimento (DSA) e gli alunni in situazioni

di svantaggio determinate da particolari condizioni

sociali o ambientali, tali da compromettere in modo

significativo la frequenza e il positivo

svolgimento del percorso d’istruzione e formazione.

 

I CRITERI

Al fine di rispondere adeguatamente ai

principi ispiratori della normativa,

l’Istituto uniforma la propria azione

educativa ai seguenti criteri.

 

La responsabilità educativa della comunità scolastica

Gli insegnanti di classe, gli insegnanti di sostegno,

gli assistenti educatori eventualmente presenti,

la comunità scolastica nel suo insieme,

sia pure nella diversità dei ruoli e delle funzioni,

sono ugualmente responsabili dell’integrazione

e dell’inclusione degli studenti

con bisogni educativi speciali.

 

Individualizzazione degli interventi

L’individualizzazione e la personalizzazione degli

interventi formativi è l’unica garanzia di successo

nella ricerca di risultati

apprezzabili nell’educazione speciale.

Ogni studente con bisogni educativi speciali

ha diritto di avere un intervento formativo

mirato e calibrato in relazione alle proprie

esigenze e potenzialità e la scuola

ha il dovere di operare in tal senso.

 

Valorizzazione delle potenzialità e del successo formativo

La comunità scolastica, già impegnata a

riconoscere e valorizzare le diversità di ognuno,

promuove in particolar modo le potenzialità di

coloro che si trovano in una situazione di svantaggio

e adotta tutte le iniziative utili

al raggiungimento del loro successo formativo.

 

Flessibilità nell’organizzazione degli interventi

Gli alunni con bisogni educativi speciali pongono

l’esigenza di adottare una particolare flessibilità

nell’organizzare un percorso formativo coerente

con i loro bisogni. Conseguentemente, la scuola:

• individua e adotta metodologie e strumenti specifici;

• adegua gli insegnamenti alle esigenze dei

singoli alunni al fine di prevenire gli insuccessi;

• regola i tempi dell’insegnamento nel modo

più adeguato ai loro ritmi di apprendimento;

• progetta e realizza percorsi che assicurano la

continuità didattica e formativa, nonché azioni

di orientamento scolastico e professionale.

 

La classe: luogo privilegiato dell’azione educativa

La classe rappresenta il contesto sociale in cui

normalmente si svolgono gli interventi in favore degli

studenti con bisogni educativi speciali.

Le attività formative svolte eventualmente al di

fuori di essa devono essere funzionali alle loro esigenze

e devono comunque essere concordate

in sede di programmazione.

 

Le procedure

Per la procedura da seguire per l’individuazione

degli studenti con bisogni educativi speciali

si rinvia alla Legge 104 del 1992 per quanto

riguarda gli studenti con disabilità certificata

e agli articoli 6 e 7 del Regolamento provinciale

per quanto riguarda gli studenti

con bisogni educativi speciali.

 

La valutazione degli interventi realizzati

La valutazione scolastica degli alunni con bisogni

educativi speciali deve essere relativa agli

interventi educativi e didattici effettivamente

svolti sulla base del progetto educativo e del progetto

personalizzato, e riferita ai progressi

evidenziati in rapporto alle potenzialità

e ai livelli di apprendimento iniziali.

Gli indicatori disciplinari del documento di

valutazione sono utilizzati se rispondenti

ai percorsi disciplinari personalizzati.

Le prove d'esame sono predisposte in

corrispondenza degli insegnamenti impartiti

e devono essere idonee a valutare il progresso

dell'allievo in rapporto alle sue potenzialità

e ai livelli di apprendimento iniziali.

 

La documentazione

La Legge provinciale n. 5 del 7 agosto 2006 disciplina

gli interventi per promuovere il pieno esercizio del

diritto all’istruzione e alla formazione degli studenti

con BES e per assicurare l’integrazione

e l’inclusione di tali studenti nella scuola.

La legge provinciale definisce gli alunni con

Bisogni Educativi Speciali tutti

gli studenti che presentano:

  • diversabilità ai sensi della Legge 104/92;

  • disturbi specifici dell'apprendimento (DSA);

  • situazioni di svantaggio determinate da

  • particolari condizioni sociali o ambientali.

Per rendere possibile l’obiettivo

dell’inclusione, l'Istituto coinvolge

diversi operatori scolastici:

il referente o figura strumentale per i

Bisogni Educativi Speciali, il quale tiene

i contatti con le famiglie, le istituzioni extrascolastiche,

gli operatori sanitari e sociali; è responsabile del

passaggio di informazioni degli studenti

con B.E.S tra i diversi ordini di scuola;

raccoglie la documentazione.

il docente referente dell’alunno che ha

il compito di curare che ogni insegnante del

Consiglio sia a conoscenza dei B.E.S. e

contribuisca alla costruzione della documentazione.

Inoltre, aggiorna la documentazione per

l’anno in corso e promuove l’integrazione e l’inclusione.

 

Durante il secondo anno della scuola secondaria

di primo Grado, gli insegnanti del consiglio

di classe preparano per alcuni studenti il Progetto

Ponte che verrà poi attuato l’ultimo anno di

scuola durante il quale l’alunno frequenta

per un breve periodo la scuola superiore.

Dopo un’attenta e sistematica osservazione

dell’ alunno e in stretta collaborazione con la

famiglia l’equipe dell’Azienda per i Servizi Sanitari

e il Consiglio di Classe, si prendono contatti con la

scuola secondaria che meglio risponde alle esigenze

dell’alunno e si attua un graduale inserimento nella

futura realtà scolastica, rendendo il ragazzo

più consapevole della sua scelta.

Quando un alunno è indeciso tra due scuole

, è possibile preparare due progetti brevi,

così il ragazzo ha la possibilità di provare le due

soluzioni e può scegliere con maggiore convinzione.

Spesso è necessario sviluppare gli

apprendimenti mediante laboratori pensati

per raggiungere determinate competenze; anche

in queste attività pratiche, si cerca di coinvolgere

tutta la classe per ottenere la collaborazione

di tutti gli alunni e concretizzare l’integrazione.

Con questo tipo di lavoro è più facile formare

dei gruppi e lavorare più velocemente nel

raggiungimento degli obiettivi prefissati;

gli alunni possono apprendere con gradualità

senza rimanere isolati dal resto della classe,

si appianano le differenze e la classe

è portata a formare un gruppo unito.

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